Le due riforme

L’irrompere del tema della giustizia come priorità politica, a causa anche della rissa scatenatasi tra le procure di Salerno e di Catanzaro, preoccupa la Lega. Il partito di Bossi teme uno slittamento dei tempi del federalismo fiscale, che tuttavia prosegue regolarmente il suo percorso parlamentare.
9 DIC 08
Ultimo aggiornamento: 04:35 | 19 AGO 20
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L’irrompere del tema della giustizia come priorità politica, a causa anche della rissa scatenatasi tra le procure di Salerno e di Catanzaro, preoccupa la Lega. Il partito di Bossi teme uno slittamento dei tempi del federalismo fiscale, che tuttavia prosegue regolarmente il suo percorso parlamentare. Al di là delle comprensibili differenze di sensibilità tra gli alleati di centrodestra sui due temi, e di vari altri giochi negoziali tra alleati di coalizione, resta il fatto che essi non sono solo compatibili, ma addirittura convergenti. La riforma federalista punta a una responsabilizzazione piena degli amministratori locali e regionali, ai quali viene in cambio attribuita una maggiore autonomia politica. Significa che risponderanno direttamante ai loro elettori dell’impiego del denaro pubblico, di come si amministra la sanità e di quanto sapranno o no ridurre prebende e clientele costose. La forza del mandato politico connesso al giudizio elettorale comporta anche un’effettiva possibilità di scegliere e di decidere, senza interferenze di poteri non elettivi che usano con disinvoltura, per esempio, la propalazione mirata di interecettazioni telefoniche.
Leonardo Domenici, per esempio, ha diritto di conoscere gli obiettivi e i programmi di chi ha interesse a costruire a Firenze, senza che questo sia considerato un atto censurabile che il circuito mediatico giudiziario mette in piazza ai suoi danni. Naturalmente poi le decisioni debbono essere assunte con trasparenza e, ovviamente, senza passaggi oscuri di denaro per non parlare di corruzione. Il controllo di legalità, che è doveroso, è una cosa, la tutela preventiva della politica da parte della magistratura esercitata con mezzi trasversali e non trasparenti, è tutt’altro.
E’ per questo che ricondurre l’ordine giudiziario alla sua funzione costituzionale, salvaguardandone l’autonomia relativa ma evitando che entri in un conflitto di potere permanente con altri organi dello stato è una delle condizioni per realizzare effettive autonomie amministrative, base di un sistema federale. I due processi possono essere avviati con leggi ordinarie, come quella fiscale, che già è in discussione, o per quel che riguarda la giustizia con le misure di limitazione delle intercettazioni e la ricostruzione della responsabilità gerarchica nelle procure. Per dare solidità all’impianto, però, sarà necessario intervenire su articoli della Costituzione ed è utile che l’iter della doppia lettura sia avviato congiuntamente per arrivare al traguardo in tempi ragionevoli.